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TEDH e FORMLABS | Monitoraggio della riabilitazione domiciliare

01 marzo 2021 — 2 minuti di lettura

Dura da più di due anni la collaborazione tra il Dipartimento di Design e l’azienda Formlabs.

Paolo Perego, ricercatore del gruppo TEDH – Technology and Design for Healthcare, un centro di competenze del Dipartimento, collabora con Formlabs in qualità di ambassador e speaker nei diversi talks formativi che l’azienda organizza, e dialoga con i ricercatori di Formlabs per realizzare, con le apparecchiature e i materiali più adeguati, i prototipi dei dispositivi di monitoraggio ideati nelle attività di ricerca.

L’attività del TEDH, ed in particolare del laboratorio Sensibilab, si focalizzano nello sviluppo e nell'applicazione della ricerca di design per progettare prodotti, interni e servizi nel settore della sanità e del benessere. I ricercatori del TEDH utilizzano un approccio human-centred che coinvolge direttamente le persone in attività di co-design al fine di individuare i problemi e cercare nuove soluzioni e scenari futuri.

In questo contesto, partendo quindi dall’ascolto e dall’analisi delle esigenze dei pazienti e di chi li assiste (parenti ma anche fisioterapisti e medici), è stato sviluppato il progetto TUTA: un sistema wearable multi-sensore basato su tessuto smart, facilmente indossabile e capace di monitorare la riabilitazione sia dal punto di vista motorio che cardiorespiratorio. Il sistema, composto da un numero massimo di 14 sensori, è in grado di trasmettere i dati a uno smartphone per poi essere analizzati e valutati da uno specialista.

Il progetto TUTA, essendo pensato per pazienti con limitazioni fisiche, richiedeva facilità di utilizzo e di indossasbilità e un certo grado di resistenza soprattutto per quanto riguarda la connessione tra elettronica e tessuto.

Una delle prime sfide che il team di TEDH ha dovuto affrontare nella realizzazione del progetto è stata la connessione fra i device e il tessuto, composto da filati ultratecnici; per realizzare le scocche per contenere l’elettronica e gli alloggi collegati al tessuto su cui posizionare i sensori, ci si è rivolti quindi alla stampa 3D capace di garantire le caratteristiche tecniche ricercate.

Le stampanti stereolitografiche di Formlabs ↗ e le molte resine disponibili, unite ai continui input degli utenti, e dei ricercatori del Dipartimento e dell’azienda, hanno permesso di sperimentare diverse forme e materiali, fino a individuare la soluzione perfetta per la scocca, per gli alloggi e per i pulsanti al fine di realizzare un dispositivo in grado di unire facilità di utilizzo, resistenza e semplicità di connessione.

La realizzazione e il testing dei primi prototipi di TUTA hanno portato alla raccolta di dati incoraggianti, quasi agli stessi livelli dei sistemi inerziali usati in ricerca o dei sistemi optoelettronici usati per la motion capture nell’animazione, il tutto però a una frazione estremamente ridotta del costo.

Il gruppo TEDH prosegue la con le sue attività di ricerca e, in futuro sarà possibile per il paziente vedere sul telefono l’esercizio suggerito e ricevuto via internet dal medico, svolgerlo e infine ricevere feedback sulla corretta esecuzione e sull’andamento della riabilitazione.

Aumentano progressivamente le applicazioni della stampa 3D nell’ambito della medicina e della riabilitazione: dalle ortesi per i bambini affetti da paralisi cerebrale, agli strumenti chirurgici su misura per il paziente, alle soluzioni nate in seguito all’emergenza COVID-19 (tamponi stampati in 3d ↗) . Formlabs sviluppa una gamma di materiali ad alte prestazioni e prosegue nel suo lavoro di sviluppo in modo da poter continuare a supportare la ricerca medica e tecnologica.